Ci metto il cuore

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Cuore in gesso. Foto di P.S.

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Verso il mare

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Foto di P.S. : Veduta sul mare dal Castello Aragonese – Ortona (CH).

Domenica

l’auto azzurrina

trasporta e parcheggia

come un vascello carico di metalli preziosi

un padre e una madre:

Genitori.

Vengono per salutare

un caffè,

una passeggiata,

due chiacchiere…

Io

la faccia di chi si è appena svegliata

serena in fin dei conti

le chiavi in mano

mi metto alla guida

verso il mare

infinito.

(P.S.)

 

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Il fuoco

Il fuoco l’elemento che associo a mio padre.

Il fuoco riscalda, illumina, protegge, nutre.

C’è un non so che di primitivo e di misterioso.

E insieme attendiamo e osserviamo…il fuoco.

Scoppiettante si quieta

profumi inebrianti di carni arrosto

si diffondono.

Pancia mia fatti capanna!!!

 

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il fuoco – foto di P.S.

 

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Mi piego ma non mi spezzo

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Mi piego ma non mi spezzo. 

(Jean de La Fontaine)

 ❤

Soul Sound

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Ho perso un’amica

Sul ritorno di casa

due gabbiani

mi sorpassano.

Quello a destra forte agitava le ali

apriva e chiudeva ritmicamente

il becco urlava

non piangere!

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(immagine da web)

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Un pò di tempo per me

 

 

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(Immagine estrapolata dal web)

Allontano il telefono

mi avvicino allo specchio.

Mi parlo

mi ascolto

mi piace quel che vedo

l’espressione buffa

di un mattino appena iniziato.

L’inverno fuori è grigio

tra le pagine

voglio colore

di rosa

le mani.

(Soul Sound)

 

 

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Cade…

Ininterrottamente, senza sosta, cade la pioggia.

Mi accompagna come una ninna nanna, da ieri sera. La ritrovo fedele al mattino. Lava dappertutto, dentro e fuori, le strade.

Le strade lucide e brillanti riflettono le luci rosse delle auto che rallentano il passo.

Il fumo fuoriesce dalle marmitte incandescenti, sfidando le temperature gelide di questi ultimi giorni.

Passeggio sotto il mio ombrello tascabile, mentre la pioggia scorre.

Una transenna a strisce rosse e bianche, sul mio percorso, mi invita a cambiare strada.

La strada che stavo percorrendo era un fiume in piena. Le ruote parcheggiate ai suoi margini stavano per soffocare dal crescente ritmo d’acqua.

Detestai l’idea di dover cambiare rotta per delle stupide transenne e ingenuamente pensai che con un pò di ingegno e di coraggio sarei riuscita ad attraversare l’altro lato della strada.

Mancava così poco per raggiungere la mia destinazione. E così tentai.

Come un gatto che passa attraverso la fessura di una piccola porta, mi intrufolai e facendo attenzione a dove mettere i piedi, raggiunsi il gradino di un porticato. Mi aggrappai alla maniglia di quel portone dorato e scesi.

Scesi in una piccola isoletta d’asfalto. Entrava un piede sollevato e poco più.

In quel cerchio di salvezza, circondata dall’acqua  che ostacolava il passo, mi resi conto che dovevo tornare indietro. Non potevo farcela. E fu così che borbottando tra me e me tornai indietro. Feci lo stesso identico percorso. Raggiunsi nuovamente il gradino afferrai il maniglione con forza e superai le transenne.

Mi accorsi che nasceva un sorriso beffardo sul mio volto. Probabilmente rivolto alla pioggia. Quella pioggia che non si arrestava un minuto, mi aveva costretto ad allungare il mio tragitto e continuava a colpire il mio ombrello tascabile. La detestai.

Entrai in un supermercato. Avere il frigo vuoto con questo tempaccio è il peggio che possa capitare. Oltre alle cose indispensabili presi una tavoletta di cioccolato al latte con uvetta e nocciole, la mia preferita in quel supermercato di periferia.

Mi meritavo un pò di dolcezza dopo tutto.

Pagai e tornai a casa.

Soul Sound ❤

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(Immagine presa dal web)

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