Vetrine

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(Foto scattata al mercato “La Boqueria”, Barcellona)

 

I dolci più invitanti,

quelli che non comprerei.

Voglio quelli in fondo

che nessuno guarda.

Imperfetti e buoni.

Le vetrine,

specchietti per allodole,

da cui disillusa,

mi allontanavo.

(P.S.)

La bellezza e la potenza della Natura

FARA SAN MARTINO (CH), ABRUZZO, ITALY.

La potenza del verde, la natura selvaggia che seduce con la sua bellezza. Le cascate. L’acqua che si mostra all’improvviso e mette alla prova il cammino dei passanti. La luce che filtra tra i rami degli alberi. I dettagli, le forme, il senso di libertà, i profumi, i colori. Una tavolozza di colori che qualunque pittore invidierebbe. I colori sono vivi e brillano al sole. Il verde rincuora e rassicura, la roccia irta dona la sua forza. Raggiunto il punto più alto si scopre uno senso estremo di libertà e di pace. Tutto assume un’altra prospettiva da quell’altezza: le vedute, i paesaggi, i mondi dentro di noi che a volte non vogliono uscire. La natura coi suoi percorsi ad ostacoli, ci innalza e ci riporta alla terra, più naturali che mai.

(P.S.)

La vita è adesso

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(Immagine presa dal web)

La vita è adesso
nel vecchio albergo della terra
e ognuno in una stanza
e in una storia
di mattini più leggeri
e cieli smarginati di speranza
e di silenzi da ascoltare
e ti sorprenderai a cantare
ma non sai perché
la vita è adesso
nei pomeriggi appena freschi
che ti viene sonno
e le campane girano le nuvole
e piove sui capelli
e sopra i tavolini dei caffè all’aperto
e ti domandi certo
chi sei tu
sei tu che spingi avanti il
cuore ed il lavoro duro
di essere uomo e non sapere
cosa sarà il futuro
sei tu nel tempo che ci fa più grandi
e soli in mezzo al mondo
con l’ansia di cercare insieme
un bene più profondo
e un altro che ti dia respiro
e che si curvi verso te
con un’attesa di volersi di più
e non capir cos’è
e tu che mi ricambi gli occhi
in questo istante immenso
sopra il rumore della gente
dimmi se questo ha un senso
la vita è adesso
nell’aria tenera di un dopocena
e musi di bambini
contro i vetri
e i prati che si lisciano come gattini
e stelle che si appicciano ai lampioni
milioni
mentre ti chiederai
dove sei tu
sei tu che porterai il tuo amore
per cento e mille strade
perché non c’è mai fine al viaggio
anche se un sogno cade
sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia
mentre mi vieni incontro
e imparerai che per morire
ti basterà un tramonto
in una gioia che fa male di più
della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai
non ti buttare via
e non lasciare andare un giorno
per ritrovar te stesso
figli di un cielo così bello
perché la vita è adesso
è adesso
è adesso

(Fantastico brano del cantautore italiano Claudio Baglioni).

Oggi è il giorno della Rinascita. Pensiamo un momento alla nostra rinascita interiore. Ritagliamo un piccolo spazio per noi, solo per noi. Apriamo le finestre, chiudiamo le porte. Facciamo entrare la luce attraverso le crepe. Prendiamo quella luce e facciamola risplendere dentro e fuori di noi. Respira senza fretta. Non temere il domani,

Perchè la vita è adesso                                                                                                                                     è adesso.

(P.S.)

 

A piedi nudi

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Scegliere è la strada per libertà.

La libertà è una scelta.

Difficile trovare la via giusta da percorrere.

E poi che scarpe indossare?

Non ero ancora disposta a farmi ingabbiare i piedi.

Voglio stare sopra l’erba

sfidare il vento

e camminare a piedi nudi

proteggendo i piccoli fiori.

Le carezze materne di Primavera

sulle guance da bimba

allontanavano la nostalgia

del tempo di latte,

di latta.

(P.S.)

 

Chiudi la porta

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(Tratta da “Il Piccolo Principe”, Antoine de Saint-Exupéry)

Fanno a gara

per dare l’immagine migliore

che non hanno.

Maschere splendenti

sghignazzano

trattenendo le crepe

sui volti di creta.

Parlano dietro le porte

delle gesta eroiche intraprese

e puntano il dito

al mondo là fuori,

dandogli la colpa

dei propri guai,

rivelano le loro incapacità.

Sciocco chi gli crede e

ingenuo

chi lo segue nel precipizio.

Chiudi a chiave

la porta del  tuo mondo sincero,

e siediti.

(P.S.)

La vita è un cerchio

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(Immagine presa dal web)

Piccole orme

di scarpette da ballo

nella sabbia umida

cancellate dalle onde

ricoperte dal vento

che soffia granelli di roccia sbriciolata

confondono

la traiettoria iniziale.

Senza la bussola imboccano un’altra strada.

Scarpe col tacco da donna

affondano nel fango

lasciando indietro

impronte di frecce su un punto

che incoraggiano il passo.

Scendono lacrime dal cielo

la melma scivolosa

riempie e appesantisce

le calzature nuove di zecca.

I passi procedono a piedi nudi

affondano nel fresco grigiore

fino alle ginocchia

e poi sempre più a fondo

fino al petto.

Le mani libere

cominciano a nuotare

nel ritmo imprevedibile

della natura Ribelle.

Si immerge tutto il corpo

con un ampio respiro

un indice arriva a toccare il fondo

di madreperla.

Ritorna in superficie

inspira boccate di ossigeno

tirandosi fuori dalla pozzanghera delle Illusioni.

Quei passi non avevano dimenticato

la consistenza della sabbia sotto le suole di scarpette da ballo

il particolare suono che emettevano

le impronte a rilievo ricamate tra le dune brillanti.

Sapevano che le avrebbero ritrovate

e sarebbero tornate su quei piccoli passi

a confrontare la grandezza delle orme di oggi

con quelle di ieri.

Stagioni di alta marea e di siccità si alternavano

Lasciando scolpiti

un cerchio di passi

da bambina,

da ragazza,

da donna consapevole,

che ritorna sulle piccole impronte

finalmente Libera.

(P.S.)

L’urlo silenzioso

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Ricordo lo sguardo di viso di donna allo specchio

Silenzio sussurrava ad esso,

non guardarmi,

mentre mordeva le labbra tremanti sporcate di rosso rubino.

Odore stagnante di nera bevanda

e fumo di sigaretta si mischiano

al ticchettìo di calzature da uomo con il cilindro nero.

Mani di pece insozzano la candida carnagione

viola e corallo si imprimono su di lei

cancellando la dolce tela di petalo di rosa.

Le labbra serrate implorano silenzio

mentre gli occhi bruciano arsi dalla rabbia

scheletro impietrito e immobile soggiaceva

nudo

spogliato dell’innocenza bambina

urlo soffocato, conservato sottovuoto

congelato

fiocco di neve, lieve, su suolo innevato.

Freddo silenzioso, rabbrividisce

muore per un secondo

nel deserto dell’inverno.

Un battito di ciglia

la spinge su tra le nuvole

accanto al sole

le mani delicate asciugano perle di sale dagli occhi.

Fiori rosa di ciliegio,

volano nel cielo.

L’inverno è finito.

Il prato verdeggiante accoglie nel suo ventre

frutti a due a due di legno pregiato.

(P.S.)

O pà

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Immagine tratta dal film “Padri e figlie”(Gabriele Muccino)

O pà,

i lampioni accesi 

sulla strada deserta

di paese ferito

mi riportano

a te.

La vecchia panchina

di ferro, 

nella piazza,

fa posto al segreto

svelato,

che risuona

alle ore dodici del campanile.

Pane appena sfornato 

e briciole di ricordi

sul tavolo apparecchiato.

Il cane scodinzola

sull’uscio

e sorride.

(P. S.)