Un pò di tempo per me

 

 

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(Immagine estrapolata dal web)

Allontano il telefono

mi avvicino allo specchio.

Mi parlo

mi ascolto

mi piace quel che vedo

l’espressione buffa

di un mattino appena iniziato.

L’inverno fuori è grigio

tra le pagine

voglio colore

di rosa

le mani.

(Soul Sound)

 

 

Piuma

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Dove mi sta portando

la vita?

La strada, la mia Maestra,

mi guida e mi insegna

il valore dimenticato

dell’ESSERE.

La vita si riscrive

come un libro che non finisce mai

tra le pagine del tempo.

Volo libera librando,

come una piuma al vento

che vola nella luce.

Le ferite riaffiorano

e hanno un altro sapore.

Non sapevo che anche i lividi

possono diventare sorrisi!

Le paure si siedono

davanti a me

a muso duro.

Mi guardano senza badare

a quella che ero.

Ci parlo con la paura IO!

Non è così cattiva

come vorrebbe far credere.

Gioco con lei.

Perde chi si arrabbia per primo,

ci rincorriamo,

ci offendiamo,

siamo sinceri

nient’altro che noi

tra i pizzichi e i morsi ingenui

ci vogliamo bene

senza dirlo

mai.

(P.S.)

La vita è un cerchio

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(Immagine presa dal web)

Piccole orme

di scarpette da ballo

nella sabbia umida

cancellate dalle onde

ricoperte dal vento

che soffia granelli di roccia sbriciolata

confondono

la traiettoria iniziale.

Senza la bussola imboccano un’altra strada.

Scarpe col tacco da donna

affondano nel fango

lasciando indietro

impronte di frecce su un punto

che incoraggiano il passo.

Scendono lacrime dal cielo

la melma scivolosa

riempie e appesantisce

le calzature nuove di zecca.

I passi procedono a piedi nudi

affondano nel fresco grigiore

fino alle ginocchia

e poi sempre più a fondo

fino al petto.

Le mani libere

cominciano a nuotare

nel ritmo imprevedibile

della natura Ribelle.

Si immerge tutto il corpo

con un ampio respiro

un indice arriva a toccare il fondo

di madreperla.

Ritorna in superficie

inspira boccate di ossigeno

tirandosi fuori dalla pozzanghera delle Illusioni.

Quei passi non avevano dimenticato

la consistenza della sabbia sotto le suole di scarpette da ballo

il particolare suono che emettevano

le impronte a rilievo ricamate tra le dune brillanti.

Sapevano che le avrebbero ritrovate

e sarebbero tornate su quei piccoli passi

a confrontare la grandezza delle orme di oggi

con quelle di ieri.

Stagioni di alta marea e di siccità si alternavano

Lasciando scolpiti

un cerchio di passi

da bambina,

da ragazza,

da donna consapevole,

che ritorna sulle piccole impronte

finalmente Libera.

(P.S.)

L’urlo silenzioso

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Ricordo lo sguardo di viso di donna allo specchio

Silenzio sussurrava ad esso,

non guardarmi,

mentre mordeva le labbra tremanti sporcate di rosso rubino.

Odore stagnante di nera bevanda

e fumo di sigaretta si mischiano

al ticchettìo di calzature da uomo con il cilindro nero.

Mani di pece insozzano la candida carnagione

viola e corallo si imprimono su di lei

cancellando la dolce tela di petalo di rosa.

Le labbra serrate implorano silenzio

mentre gli occhi bruciano arsi dalla rabbia

scheletro impietrito e immobile soggiaceva

nudo

spogliato dell’innocenza bambina

urlo soffocato, conservato sottovuoto

congelato

fiocco di neve, lieve, su suolo innevato.

Freddo silenzioso, rabbrividisce

muore per un secondo

nel deserto dell’inverno.

Un battito di ciglia

la spinge su tra le nuvole

accanto al sole

le mani delicate asciugano perle di sale dagli occhi.

Fiori rosa di ciliegio,

volano nel cielo.

L’inverno è finito.

Il prato verdeggiante accoglie nel suo ventre

frutti a due a due di legno pregiato.

(P.S.)

O pà

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Immagine tratta dal film “Padri e figlie”(Gabriele Muccino)

O pà,

i lampioni accesi 

sulla strada deserta

di paese ferito

mi riportano

a te.

La vecchia panchina

di ferro, 

nella piazza,

fa posto al segreto

svelato,

che risuona

alle ore dodici del campanile.

Pane appena sfornato 

e briciole di ricordi

sul tavolo apparecchiato.

Il cane scodinzola

sull’uscio

e sorride.

(P. S.)