Nuvola

Immagine da web, zucchero filato

Inconsistente

leggero soffice

sfuggente

inafferrabile come una nuvola

vaporosa

cambi stato

forma

non so mai cosa vedere

in cosa credere.

Mi rincorri se smetto di cercarti

scompari se provo a toccarti

Fammi spazio e lasciami entrare

nel tuo mondo complicato

semplice groviglio

zucchero filato.

Severa

Manichino, vestito, elegante, nero. Immagine da web

Severa

come il viso del Gran Sasso

sei tu

parte giudicante,

donna elegante

in abito da sera

su tacchi a spillo

balli ai piedi

della Bella Addormentata

una nuova alba

all’orizzonte

sorge.

Un viaggio illuminato

a poco a poco

attraversato

scritte di auguri

di case e di cieli

intorno

all’interno.

La Bella Addormentata, foto dal web

Il fuoco

Il fuoco l’elemento che associo a mio padre.

Il fuoco riscalda, illumina, protegge, nutre.

C’è un non so che di primitivo e di misterioso.

E insieme attendiamo e osserviamo…il fuoco.

Scoppiettante si quieta

profumi inebrianti di carni arrosto

si diffondono.

Pancia mia fatti capanna!!!

 

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il fuoco – foto di P.S.

 

A spasso di notte

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Passeggio da un posto all’altro

stanotte,

mentre l’orologio sul comò tiene il tempo.

Non capii perchè ci volli tornare.

Non posso soffermarmi a lungo.

La finestra in soffitta

tra le pareti imbrattate

nere e lucide

di un’età complicata

mi affacciava al mondo

riflesso in un cielo stellato.

Il fiume di notte scorreva,

sotto il tetto da cui sognavo di saltare

fino alla selva di Dante.

La corrente del vento accendeva i lampioni

che muoveva i rami e le foglie

sul muro.

La notte faceva paura!

Si allungavano sulle pareti

le tre fiere

che sfioravano il viso.

Nascondendo il respiro

sotto le coperte

attendevo l’arrivo del giorno dopo

passeggiando in un altro posto,

sicuro,

forse questo.

(P.S.)

Gli indifferenti

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Tratta dallo splendido film “Million Dollar Baby” di Clint Eastwood

La cosa che più mi colpiva

era l’indifferenza

delle persone

verso il proprio simile,

di cui spesso

si sa nulla o poco più

della “definizione” che qualcun altro

ha scelto per lui.

Lingue affilate

come coltelli

sfioravano le teste

senza ferirle a morte

stavolta.

Si impara ad attutire i colpi

come un pugile schiva i pugni

sul ring della vita.

La forza interiore

che nei momenti peggiori

crediamo di non possedere

ricompare al bisogno

dai nascondigli più profondi.

La rabbia

forza motrice primordiale

scalcia in grembo

come un bimbo al nono mese.

E’ la rabbia che spinge!

Ci spinge a riprovare,

a correre,

fino a lasciarci senza fiato,

fino alle lacrime,

fino al dolore muscolare che sale,

fino alla resa del corpo,

accartocciato come un riccio a terra,

verso quel preciso istante

in cui tutto,

in un lampo diviene

profondamente e tristemente

chiaro.

Non possiamo

stare immobili,

dobbiamo muoverci

dobbiamo andare, continuare, saltare, urlare,

ancora una volta,

e poi altre mille volte ancora.

 

(P.S.)