Ci dovrebbe essere

Greenwich, Londra (foto scattata con Canon Eos 1100 D).

Il tempo per me si è fermato quando

oltrepassai il confine immaginario

al di là del mondo

straniera in una terra sconosciuta

mi persi.

Ci dovrebbe essere

una memoria del cuore

da qualche parte

un interruttore da premere

in fase di emergenza

ristabilire l’ordine

nel caos

la quiete

ritrovare la via maestra.

Memoria fluida

in giro

come acqua

ritorni

a dissetare

rinfrescare

la terraferma

al punto zero.

Meridiano 0, Greenwich, Londra (Foto mia).

Verso il mare

IMG_3034.JPG
Foto di P.S. : Veduta sul mare dal Castello Aragonese – Ortona (CH).

Domenica

l’auto azzurrina

trasporta e parcheggia

come un vascello carico di metalli preziosi

un padre e una madre:

Genitori.

Vengono per salutare

un caffè,

una passeggiata,

due chiacchiere…

Io

la faccia di chi si è appena svegliata

serena in fin dei conti

le chiavi in mano

mi metto alla guida

verso il mare

infinito.

(P.S.)

 

Cade…

Ininterrottamente, senza sosta, cade la pioggia.

Mi accompagna come una ninna nanna, da ieri sera. La ritrovo fedele al mattino. Lava dappertutto, dentro e fuori, le strade.

Le strade lucide e brillanti riflettono le luci rosse delle auto che rallentano il passo.

Il fumo fuoriesce dalle marmitte incandescenti, sfidando le temperature gelide di questi ultimi giorni.

Passeggio sotto il mio ombrello tascabile, mentre la pioggia scorre.

Una transenna a strisce rosse e bianche, sul mio percorso, mi invita a cambiare strada.

La strada che stavo percorrendo era un fiume in piena. Le ruote parcheggiate ai suoi margini stavano per soffocare dal crescente ritmo d’acqua.

Detestai l’idea di dover cambiare rotta per delle stupide transenne e ingenuamente pensai che con un pò di ingegno e di coraggio sarei riuscita ad attraversare l’altro lato della strada.

Mancava così poco per raggiungere la mia destinazione. E così tentai.

Come un gatto che passa attraverso la fessura di una piccola porta, mi intrufolai e facendo attenzione a dove mettere i piedi, raggiunsi il gradino di un porticato. Mi aggrappai alla maniglia di quel portone dorato e scesi.

Scesi in una piccola isoletta d’asfalto. Entrava un piede sollevato e poco più.

In quel cerchio di salvezza, circondata dall’acqua  che ostacolava il passo, mi resi conto che dovevo tornare indietro. Non potevo farcela. E fu così che borbottando tra me e me tornai indietro. Feci lo stesso identico percorso. Raggiunsi nuovamente il gradino afferrai il maniglione con forza e superai le transenne.

Mi accorsi che nasceva un sorriso beffardo sul mio volto. Probabilmente rivolto alla pioggia. Quella pioggia che non si arrestava un minuto, mi aveva costretto ad allungare il mio tragitto e continuava a colpire il mio ombrello tascabile. La detestai.

Entrai in un supermercato. Avere il frigo vuoto con questo tempaccio è il peggio che possa capitare. Oltre alle cose indispensabili presi una tavoletta di cioccolato al latte con uvetta e nocciole, la mia preferita in quel supermercato di periferia.

Mi meritavo un pò di dolcezza dopo tutto.

Pagai e tornai a casa.

Soul Sound ❤

pioggia_0.jpg
(Immagine presa dal web)

Solo per un giorno

shutterstock_128610182

In questi giorni pre-referendum rifletto sull’importanza della libera scelta.

I SI e i NO incollati sulle mura della città, viaggiano sui mezzi pubblici, si fanno notare tra la folla.

Sorvola all’orizzonte uno stormo di X in grassetto.

Sono lì per farsi afferrare e per lasciare una traccia del nostro passaggio, della nostra scelta.

Scegliendo si è liberi, si è umani.

Esseri umani che decidono, che pensano, che rinunciano a quel che non è utile. Si sceglie quindi ciò che è utile, ciò che ha valore, per noi, in un preciso momento.

Allo stesso tempo ci si afferma occupando una fetta di spazio e di tempo, nel mondo.

Domenica prossima ci sarà per me un duplice referendum.

Il primo è di tipo politico.

Il secondo invece, è di tipo affettivo.

Scelgo di tornare indietro, per un giorno, sui miei passi.

Scelgo di darmi una possibilità.

Scelgo di ricostruire, uno di quei ponti che avevo distrutto. Un ponte troppo fragile per poter durare nel tempo.

Il silenzio di questi ultimi anni mi ha raccontato tantissime cose su di me.

Voglio tornare indietro solo per un giorno e da lì ripartire.

Da lì ripartire per andare avanti.

Con affetto

Soul Sound

 

Eri, sei, sarai

Raggiungere-l’Unione-con-l’Anima-Superiore

Il passato non può determinare chi sarai

sei sempre tu

a scegliere

chi vuoi diventare.

Me l’ha insegnato il vento.

Dalla vecchia valigia

pesante e logora

escono due colombi.

Che pace!

Stai attenta alle pietre

possono trascinarti in basso

come una foglia che cade in autunno.

Volgi il tuo sguardo sempre più in alto…

Grandi ali bianche

si librano nel cielo

sopra il mare

invitandoti a fare come loro.

(P.S.)

 

Divenire-Ludovico Einaudi