Seconda possibilità

Immagine da web

Sono tornata qui

per una seconda possibilità

per riscrivere un passato

una storia

i luoghi e le persone sono gli stessi

sono io quella diversa

il modo di affrontarli è cambiato.

Ho sciolto i nodi

mi sento libera e serena

nomade nell’attesa

di un posto ideale

che chissà dov’è

forse dentro di me.

Fiori e foglie volano al vento

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 MEONI QUADRO 70X50 FIORI CAMPO DI FIORI BIANCHI MATERICI CIELO ..

Guerriera in esilio

sei ritornata

sulle dure pietre

ammorbidite dallo scorrere

dell’acqua e del tempo.

Ti allontani

per vedere come si sta

al di fuori

di un perimetro

di un piccolo paese.

Osservi le tue paure

da lontano

getti un sassolino nel fiume,

ti liberi.

I luoghi sono memoria,

sono anche queste pietre

e questo fiume

e le montagne innevate

un deserto di paese

che comunque lentamente cambia.

Ogni volta scopri qualcosa di diverso

o qualche somiglianza

con quella che sei.

E’ il tuo viaggio,

fiori e foglie volano al vento

e aprono lo scenario

verso un altro paesaggio.

Hauser – Now we are free ❤

Attenta

Immagine da web

Attenta,

non riporre troppe aspettative

verso una persona

o verso un obiettivo.

Poni te stessa

anzi tutto,

il benessere fa rima con autenticità.

Rifiuta tutto ciò che non è vero

è questa l’età giusta

in cui si inizia a non aver tempo

per ciò che non è autentico

per ciò che non ci va di fare.

Bisognerebbe imparare

a vivere così

sognando

aspirando

solo al compimento

alla realizzazione

dei propri desideri.

Stella cometa

stella cometa

Se fossi un albero

verdi i rami

mi abbraccerei

nel vento di un tempo sospeso

in un silenzio che risuona,

cuore d’argilla e resina

è il mio cuore

proteggo.

Passanti che passano leggono

le mie età

cerchi concentrici

narrano la mia storia

fatta di fragilità

paure e resistenze.

Zone d’ombra sulla via

una stella cometa brilla

e lascia la sua scia.

Verso il mare

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Foto di P.S. : Veduta sul mare dal Castello Aragonese – Ortona (CH).

Domenica

l’auto azzurrina

trasporta e parcheggia

come un vascello carico di metalli preziosi

un padre e una madre:

Genitori.

Vengono per salutare

un caffè,

una passeggiata,

due chiacchiere…

Io

la faccia di chi si è appena svegliata

serena in fin dei conti

le chiavi in mano

mi metto alla guida

verso il mare

infinito.

(P.S.)

 

Cade…

Ininterrottamente, senza sosta, cade la pioggia.

Mi accompagna come una ninna nanna, da ieri sera. La ritrovo fedele al mattino. Lava dappertutto, dentro e fuori, le strade.

Le strade lucide e brillanti riflettono le luci rosse delle auto che rallentano il passo.

Il fumo fuoriesce dalle marmitte incandescenti, sfidando le temperature gelide di questi ultimi giorni.

Passeggio sotto il mio ombrello tascabile, mentre la pioggia scorre.

Una transenna a strisce rosse e bianche, sul mio percorso, mi invita a cambiare strada.

La strada che stavo percorrendo era un fiume in piena. Le ruote parcheggiate ai suoi margini stavano per soffocare dal crescente ritmo d’acqua.

Detestai l’idea di dover cambiare rotta per delle stupide transenne e ingenuamente pensai che con un pò di ingegno e di coraggio sarei riuscita ad attraversare l’altro lato della strada.

Mancava così poco per raggiungere la mia destinazione. E così tentai.

Come un gatto che passa attraverso la fessura di una piccola porta, mi intrufolai e facendo attenzione a dove mettere i piedi, raggiunsi il gradino di un porticato. Mi aggrappai alla maniglia di quel portone dorato e scesi.

Scesi in una piccola isoletta d’asfalto. Entrava un piede sollevato e poco più.

In quel cerchio di salvezza, circondata dall’acqua  che ostacolava il passo, mi resi conto che dovevo tornare indietro. Non potevo farcela. E fu così che borbottando tra me e me tornai indietro. Feci lo stesso identico percorso. Raggiunsi nuovamente il gradino afferrai il maniglione con forza e superai le transenne.

Mi accorsi che nasceva un sorriso beffardo sul mio volto. Probabilmente rivolto alla pioggia. Quella pioggia che non si arrestava un minuto, mi aveva costretto ad allungare il mio tragitto e continuava a colpire il mio ombrello tascabile. La detestai.

Entrai in un supermercato. Avere il frigo vuoto con questo tempaccio è il peggio che possa capitare. Oltre alle cose indispensabili presi una tavoletta di cioccolato al latte con uvetta e nocciole, la mia preferita in quel supermercato di periferia.

Mi meritavo un pò di dolcezza dopo tutto.

Pagai e tornai a casa.

Soul Sound ❤

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(Immagine presa dal web)