Novità

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C’era oggi,

un pò di autunno e di primavera

nell’aria

e in me.

Decisi di dare giustizia

agli abiti dimenticati

in fondo all’armadio

e di portarli a spasso

sotto l’ombrello a fiori.

Indossai un pantaloncino corto di jeans

e una felpa a righe

su una faccia nuova.

Uno strano abbinamento

Ma che bella sensazione.

(P.S.)

 

Tienimi per mano

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Tienimi per mano,

a distanza.

Lascia che sia io a voltarmi

senza aver paura

di guardare indietro.

Dammi la possibilità

di continuare ad avanzare

senza che io mi accorga

che tu sei lì al mio fianco.

Avvicinati piano,

sussurrami una dolce storia

così che io possa capire

che non vuoi prenderti gioco di me.

Solo allora mi volterò,

e se troverò

la terra ferma

negli occhi tuoi

trasformerò i miei fiumi in piena

in una verde prateria,

soffice

in cui rotoliamo

come pietre dal punto più alto,

senza pensieri.

(P.S.)

Dimenticato il tuo nome

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Nessuno ha più parlato di te, dopo quel giorno. Nessuno.

Ho dimenticato il tuo nome, la tua voce, la tua espressione al mattino presto, i giochi, le risa. Mi manchi più di ogni altra cosa.

Sei partita, senza preavviso. Non sapevo ancora che quel giorno si celebrava il nostro addio. Era Natale, lo ricordo bene. C’era il freddo e la neve sulla strada.

Lo stesso che ritrovavo nei tuoi occhi, spenti. Volevo tenerti con me, salvarti dal dolore, e portarti al sicuro. Riaccendere il tuo sguardo insieme alle luci dell’albero nel corridoio.

Ma la vita me lo ha insegnato solo dopo che non potevo.

Trovai un salvagente e mi ci aggrappai con le tutte le mie forze. Ora so nuotare lo sai? E provo a non farmene una colpa.

Sei ancora nel mio cuore, anche se un cancello dorato ci divide.

Vietato oltrepassarlo.

Mi piacerebbe rivederti un giorno…Svegliarmi e sentirti dire che è stato solo un brutto sogno. Poi tornare a dormire.

Stammi bene.

(P.S.)

La vita è adesso

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(Immagine presa dal web)

La vita è adesso
nel vecchio albergo della terra
e ognuno in una stanza
e in una storia
di mattini più leggeri
e cieli smarginati di speranza
e di silenzi da ascoltare
e ti sorprenderai a cantare
ma non sai perché
la vita è adesso
nei pomeriggi appena freschi
che ti viene sonno
e le campane girano le nuvole
e piove sui capelli
e sopra i tavolini dei caffè all’aperto
e ti domandi certo
chi sei tu
sei tu che spingi avanti il
cuore ed il lavoro duro
di essere uomo e non sapere
cosa sarà il futuro
sei tu nel tempo che ci fa più grandi
e soli in mezzo al mondo
con l’ansia di cercare insieme
un bene più profondo
e un altro che ti dia respiro
e che si curvi verso te
con un’attesa di volersi di più
e non capir cos’è
e tu che mi ricambi gli occhi
in questo istante immenso
sopra il rumore della gente
dimmi se questo ha un senso
la vita è adesso
nell’aria tenera di un dopocena
e musi di bambini
contro i vetri
e i prati che si lisciano come gattini
e stelle che si appicciano ai lampioni
milioni
mentre ti chiederai
dove sei tu
sei tu che porterai il tuo amore
per cento e mille strade
perché non c’è mai fine al viaggio
anche se un sogno cade
sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia
mentre mi vieni incontro
e imparerai che per morire
ti basterà un tramonto
in una gioia che fa male di più
della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai
non ti buttare via
e non lasciare andare un giorno
per ritrovar te stesso
figli di un cielo così bello
perché la vita è adesso
è adesso
è adesso

(Fantastico brano del cantautore italiano Claudio Baglioni).

Oggi è il giorno della Rinascita. Pensiamo un momento alla nostra rinascita interiore. Ritagliamo un piccolo spazio per noi, solo per noi. Apriamo le finestre, chiudiamo le porte. Facciamo entrare la luce attraverso le crepe. Prendiamo quella luce e facciamola risplendere dentro e fuori di noi. Respira senza fretta. Non temere il domani,

Perchè la vita è adesso                                                                                                                                     è adesso.

(P.S.)

 

A piedi nudi

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Scegliere è la strada per libertà.

La libertà è una scelta.

Difficile trovare la via giusta da percorrere.

E poi che scarpe indossare?

Non ero ancora disposta a farmi ingabbiare i piedi.

Voglio stare sopra l’erba

sfidare il vento

e camminare a piedi nudi

proteggendo i piccoli fiori.

Le carezze materne di Primavera

sulle guance da bimba

allontanavano la nostalgia

del tempo di latte,

di latta.

(P.S.)