L’urlo silenzioso

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Ricordo lo sguardo di viso di donna allo specchio

Silenzio sussurrava ad esso,

non guardarmi,

mentre mordeva le labbra tremanti sporcate di rosso rubino.

Odore stagnante di nera bevanda

e fumo di sigaretta si mischiano

al ticchettìo di calzature da uomo con il cilindro nero.

Mani di pece insozzano la candida carnagione

viola e corallo si imprimono su di lei

cancellando la dolce tela di petalo di rosa.

Le labbra serrate implorano silenzio

mentre gli occhi bruciano arsi dalla rabbia

scheletro impietrito e immobile soggiaceva

nudo

spogliato dell’innocenza bambina

urlo soffocato, conservato sottovuoto

congelato

fiocco di neve, lieve, su suolo innevato.

Freddo silenzioso, rabbrividisce

muore per un secondo

nel deserto dell’inverno.

Un battito di ciglia

la spinge su tra le nuvole

accanto al sole

le mani delicate asciugano perle di sale dagli occhi.

Fiori rosa di ciliegio,

volano nel cielo.

L’inverno è finito.

Il prato verdeggiante accoglie nel suo ventre

frutti a due a due di legno pregiato.

(P.S.)

O pà

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Immagine tratta dal film “Padri e figlie”(Gabriele Muccino)

O pà,

i lampioni accesi 

sulla strada deserta

di paese ferito

mi riportano

a te.

La vecchia panchina

di ferro, 

nella piazza,

fa posto al segreto

svelato,

che risuona

alle ore dodici del campanile.

Pane appena sfornato 

e briciole di ricordi

sul tavolo apparecchiato.

Il cane scodinzola

sull’uscio

e sorride.

(P. S.)

 

Piove

 

piove
(immagine presa dal web)

Punti d’acqua

saltellano nella pozzanghera

al di là  di un vetro.

La caduta amplifica il loro volume

come un eco che risuona

e che si espande.

Camminano i cerchi  nell’acqua

fino a scomparire.

Danno un senso

al  mare,

abbraccio infinito

tra molecole blu,

che nasce e cresce all’arrivo

di ogni pioggia

nuova.

(P.S.)

E’ proibito

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È proibito
 piangere senza imparare,
svegliarti la mattina senza sapere che fare,
avere paura dei tuoi ricordi.

È proibito non sorridere ai problemi,
non lottare per quello in cui credi
 e desistere, per paura.
Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realtà.

È proibito non dimostrare il tuo amore,
fare pagare agli altri i tuoi malumori.

È proibito abbandonare i tuoi amici,
non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto
e chiamarli solo quando ne hai bisogno.

È proibito non essere te stesso davanti alla gente,
fingere davanti alle persone che non ti interessano,
essere gentile solo con chi si ricorda di te,
dimenticare tutti coloro che ti amano.

È proibito non fare le cose per te stesso,
avere paura della vita e dei suoi compromessi,
non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.

È proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,
dimenticare i suoi occhi e le sue risate
solo perché le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.
Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.

È proibito non cercare di comprendere le persone,
pensare che le loro vite valgono meno della tua,
non credere che ciascuno tiene il proprio cammino
nelle proprie mani.

È proibito non creare la tua storia,
non avere neanche un momento per la gente che ha bisogno di te,
non comprendere che ciò che la vita ti dona,
allo stesso modo te lo può togliere.

È proibito non cercare la tua felicità,
non vivere la tua vita pensando positivo,
non pensare che possiamo solo migliorare,
non sentire che, senza di te,
questo mondo non sarebbe lo stesso.

Non sentire che, senza di te,
questo mondo non sarebbe lo stesso.

(Pablo Neruda)

Fiorisce un fiore

ri-specchiarsi
(immagine presa dal web)

Fui qualcuno dal gran valore

un tempo,

quando ero niente

per me stessa

ma tutto per altri.

Ricoprendomi di grazie

mi han rubato l’orgoglio e l’ingenuità.

Ora che sono,

vicina alla parte più vera di me,

la osservo sorridendo,

con l’espressione di chi ha capito.

Mi riprendo la fiducia,

l’affetto,

l’amore dato,

calpestato,

mai restituito.

Mi prenderò cura di loro d’ora in poi

come un fiore sfiorito,

che rifiorisce

più forte,

di prima.

Profumo dolce

di fiori di campo

in primavera.

(P.S.)