Coltiva il tuo giardino

Dipinto di Jean Francois Millet (1814-1875)

Coltiva il tuo giardino

Con i semi di un sano amor proprio

Abbine cura e preoccupazione

Innaffia di raggi di sole

I piccoli germogli

Aspetta prima di gustare i frutti

Maturi come quelli della libertà

Richiedon tempo e dedizione

Sii paziente.

Ascolto il vento

Immagine dal web

Suoni di campanacci ovattati

Ululati di branchi di lupi di mare

Misto a fruscii di foglie secche

Segnano il tuo passaggio invisibile

Piccoli moti onduosi

Ti rendono manifesto

Andirivieni di direzioni opposte

Rivoli d’acqua verso est

Incontrano l’impedimento di una barca ferma

E tornano indietro

Creando un gioco di geometrie

Morbide e fluttuanti

Che è il procedere infinito della vita.

Thank you

Mentre ascoltavo distrattamente questa canzone mi sono soffermata sull’importanza di dire Grazie. A cosa? Alle persone, alle cose, ai momenti, a noi stessi… E in che modo? Ci sono molti modi e ognuno trovi il suo. Soprattutto oggi in questo nuovo anno, appena giunto sull’uscio delle nostre abitazioni in punta di piedi sento di esprimere la mia gratitudine con un semplice…

Grazie.

Caro anno grazie per essere passato, per i momenti difficili e per le prove a cui ci hai sottoposto, grazie per le emozioni che ci hai regalato, per la paura da cui è nato nuovo coraggio, per la speranza di poter aspirare a qualcosa di nuovo, grazie per le lezioni di vita che in nessun libro avremmo mai potuto apprendere grazie anche per questa lunga pausa, difficile, complicata, che abbiamo sempre rimandato, ma che abbiamo affrontato, attraversato, con rinnovata consapevolezza. Grazie per i momenti di silenzio, e per il caotico frastuono di un ritmo incessante, che è quello della Vita. Grazie per questo sentire così profondo, per tutto quel che riusciamo a pensare, ricordare, vivere anche nei momenti più impensabili, in velocità o in lentezza, siamo stati capaci di sopravVivere a noi stessi e in quel che ci circonda, ricordandoci che prezioso dono è la nostra Esistenza.

Dido – Thank You

Ci dovrebbe essere

Greenwich, Londra (foto scattata con Canon Eos 1100 D).

Il tempo per me si è fermato quando

oltrepassai il confine immaginario

al di là del mondo

straniera in una terra sconosciuta

mi persi.

Ci dovrebbe essere

una memoria del cuore

da qualche parte

un interruttore da premere

in fase di emergenza

ristabilire l’ordine

nel caos

la quiete

ritrovare la via maestra.

Memoria fluida

in giro

come acqua

ritorni

a dissetare

rinfrescare

la terraferma

al punto zero.

Meridiano 0, Greenwich, Londra (Foto mia).